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Volevo avere tutto

Quanto aspettavo il pupo ne ero abbastanza sicura. Le cose sarebbero cambiate, certo, ma io avrei avuto tutto. Avrei lavorato, non più 60 ore a settimana magari, avrei continuato a farne tante, magari non 2000 ma 200 si, e sarei stata mamma. Che ci vuole? Avrei chiesto aiuto, ho un marito che non si spaventa a cambiar pannolini, ce l’avrei fatta, no?
Poi sono diventata mamma, e ho scoperto che non potevo avere tutto, non in modo indolore.
Da mamma ho scoperto che puoi avere un lavoro e una famiglia, ma per quanto tu possa fare in modo conscienzioso il tuo lavoro troverai sempre qualcuno che ti rinfaccerà di non essere più come prima. Puoi lavorare e avere una famiglia, ma scordati il tempo libero. O se provi ad averne, preparati ad una dose extra di sonno. Perchè le mamme, se già non bastassero i risvegli notturni e le alzatacce all’alba 7 giorni su 7, rosicchiano la notte e il sonno per tentare di avere ancora una vita. Oppure rinunciano a qualcosa tra famiglia e lavoro per avere del senso per sè. IL problema è che la scelta per una donna non è mai indolore. Non credo che gli uomini parlino molto dei sensi di colpa legati alla partitella del mercoledì, probabilmente perchè non ne hanno. E invece esistono gruppi interi su facebook dove le mamme si scambiano i sensi di colpa.
great-expectationsIl senso di colpa delle mamme è una cosa incredibile, praticamente nasce insieme al bambino e prende sfumature particolari a seconda della mamma in questione. Poi c’è il problema della stanchezza. Una stanchezza inumana e incredibile, assolutamente assoluta che non ti abbandona mai. Un po’ perchè la privazione del sonno per i primi tre anni di vita di un bambino accompagna la sua mamma. Un po’ perchè la responsabilità di un altro essere umano annienta.
Poi crescono. E le cose migliorarno, dicono almeno. Io spero che sia così. Per ora le mie grandi aspettative da mamma che riesce a fare tutto sono piuttosto schiantate. Forse perchè l’asta era troppo alta, forse perchè il giudizio era troppo severo. Voi che dite?

 

Questo post partecipa al tema del mese delle Stormoms: Great expextations. Se anche tu vuoi sapere come partecipare vai alla pagina facebook delle #stormoms!

5 Comments »

  1. Dico che hai colto perfettamente! Io già mi vedevo super donna, avvocato in carriera, con una casa sempre linda e un figlio sorridente, a giocare con lui, portarlo al parco e poi correre efficientissima in ufficio…meno male che nei miei sogni non c’era anche sfornare gustosi manicaretti per nutrire il pargolo, perchè già così, ho abbassato di molto l’asticella!!!
    Comunque, secondo me sei troppo severa con te stessa!!!

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  2. Io dico che non c’è una regola che vale per tutte. Bisogna fare delle scelte, avere delle priorità. Non bisogna mai giudicare la posizione altrui, perché – come diceva Gandhi – non puoi criticare come cammino se non provi le mie scarpe.
    Poi, bisogna aggiungere che ai nostri tempi è praticamente una necessità lavorare in due. E mica per questo bisogna rinunciare alla famiglia o avere figli a cinquant’anni!
    Tu fai del tuo meglio, tutte fanno del loro meglio, e se non è la perfezione, PAZIENZA!

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  3. Amica mia, credo che tu abbia ancora una aspettativa che ti si schianterà a breve…. mi spiace dirtelo, ma quando i figli crescono le cose non migliorano…. semmai si incasinano ancora di più. Certo non a livello di ore di sonno o tempo libero, quelli aumentano! Ma nella testa…. ahi ahi ahi… casino casino casino.
    Mi spiace essere io a dovertelo dire, sorella…. 😀

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