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Tornare è un po’ come morire, ma solo un po’

Io domani torno al lavoro.

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Ok, sarà un rientro soft, con mezzo orario e suocera santa subito appreso, così da evitare di stoppare l’allattamento. 
Ok, in realtà non ho mai smesso di lavorare ma ho solo allentato i ritmi e lavorato da casa. 
Ok, ci sono di mezzo le vacanze e diverse ferie da fare.
Ok, quello che vi pare, ma a me un po’ viene da piangere.  E un po’ invece sono contenta.  Ma proprio tanto.  A quanto pare soffro di disturbo bipolare e non lo sapevo! 
Il rientro al lavoro credo sia duro un po’ per tutte,  di più per chi non può aspettare che sia grandino, credo. In questi giorni mi scalda il cuore la solidarietà di alcune amiche,  mamme lavoratrici e non, che si rendono conto di come potrà essere. Mi da un po’ i nervi chi mi dice Beata te! E non perché ho un lavoro, che di questi tempi purtroppo pare essere una fortuna e non un diritto.  No, beata me perché almeno non sto a casa tutto il giorno con i figli.  Ora, ammettiamolo: certe giornate pagheresti oro per parlare con qualcuno sopra il metro e 20! Però i miei figli io li ho voluti e pure nelle giornate no, quelle in cui uno mi chiama 1560 volte e l’altro non scende di braccio un secondo,  ho pensato di essere fortuna a star lontana da loro solo per star lontana da loro.  Per fare qualcosa che mi piace,  per utilizzare entrambe le braccia magari si!
Mi sbaglierò,  eh, ma a volte ho l’impressione che qualche altra mamma pensi che le mamme che lavorino non crescano i propri figli.  Che visto che lavorano, abbiamo per forza mille aiuti, quando in realtà ne abbiamo un po’ e saltiamo da uno ad un altro cercando di non cadere e spappolarci per terra. Magari sbaglio eh! Ma per sicurezza vorrei ricordare a tutti che no, a noi mamme lavoratrici i figli non ce li crescono i lupi, come disse non ricordo più quale blogger. E non è manco detto che abbiamo stuoli di colf e donne delle pulizie,  per cui la pila di panni da stirare alle 22 no ce la toglie nessuno.
Bene, io domani ricomincio a saltellare da un filo all’altro, cerco di spappolarmi al suo, che la marmellata di mamma ora come ora non mi serve granché! 

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18 Comments »

  1. Coraggio cara, all’inizio ti peserà un po’ e farai aftica a conciliare questo e quello, poi tutto ti diventerà naturale basta saper incastrare tutto per bene.
    se ti consola io ho iniziato a lavorare quattro giorni dopo il parto col bimbo vicino. Tetta lavoro tetta lavoro casa mestieri lavo stendo stiro. Una gran fatica

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  2. io sono rientrata il più tardi possibile, e ti dirò che potessi permettermi il lusso di non lavorare (o lavorare meno) lo farei volentieri! Perché nonostante mi stancassi fisicamente molto di più a starle dietro tutto il giorno, non c’è stanchezza più dolce… In bocca al lupo Lucia!

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  3. Prima di tutto buon rientro e caspita se sei coraggiosa, con un bimbo così piccolo! Solidarietà a livelli massimi perché so cosa si passa e so quante acrobazie ti aspettano. Ce la farai di questo e’ certo, in un modo o nell’altro riuscirai a fare quello che devi e dove non arrivi tirerai il cappello, ora sono due e la routine gestionale si complica un pochino, inutile girarci intorno e poi si, siamo fortunate ad avere un lavoro, ma ciò non vuol dire che non possiamo lamentarci di essere stanche perché certe volte arrivo a sera che sembra che qualcuno mi abbia preso a sberle tutto il giorno e tornata a casa, c’è ancora tutto il resto da fare. Io faccio il meglio che posso e per il resto mi perdono! Buon rientro!

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  4. Io sono rientrata al lavoro da quasi 3 mesi e sono pienamente d’accordo con te. Starei a casa con mio figlio tutta la vita! La ‘non stanchezza’ è un abbaglio, poi manca. Manca da morire e ci si rende conto che forse era meglio tenerlo in braccio tutto il giorno che staccarsi da lui anche solo per 6 ore al giorno. Se potessi scegliere ora col senno di poi sarei stata a casa di più.
    Forza, forza!
    Poi magari se fai un lavoro che ti piace la vivi anche meglio di me 😉

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  5. Tornare al lavoro dopo un anno a casa con Polpetta (sono categoria a rischio ambientale, quindi maternità iper lunga) è stato strano, un misto di “mi sento in colpa perché non stiamo più tanto insieme” e di “evvivaaaaaa!! Ora posso tornare a crescere come persona!”
    Lavorare quando sei mamma mette in moto un sacco di sentimenti contrastanti, ma nel contempo quando torni a casa ti sentì fortunata per quello che hai.
    Almeno questo è ciò che provo io.

    In bocca al lupo!

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  6. tornare al lavoro non è solo necessario per vivere, lo è anche per il n ostro equilibrio di donne e di mamme. sarà che io odio quelle donne che non hanno altro nella vita che i propri figli, che vivono di loro come se fossero cibo, alla fine forse un pò “cannibale” diventano…
    sarà che essere mamma per me è un aspetto della mia vita, ma le sfaccettature sono molte

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