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Un fuoco di artificio, ovvero il mio parto

tempo-di-partorireOgni parto è diverso, da donna a donna, ma anche per la stessa. Per questo non dovremmo ascoltare troppo i parti altrui pensando di capire come sarà il nostro. Però, visto che sembra che chi ha avuto parti shock sia più propenso a raccontarsi (sindrome post traumatica? Necessità di catarsi? Potrebbe essere) ho pensato che raccontare il mio potesse essere di supporto a chi spera di sentire che partorire può non essere poi così… boh mi manca la parola.

Allora… non voglio innondarvi di particolari più o meno splatter, tanto che partorire sia una cosa piuttosto pulp credo che nel proprio cuore ogni donna lo sappia. Il mio parto è andata così. Martedì mi ha portato in giro: ero certa di partorire. Certissima. Aspettavo di avere dolori più forti e invece sono spariti. Non vi dico il nervoso. Eppure è stato il mio bene. Perchè evidentemente quel finto inizio di travaglio mi ha preparato al parto di domenica. Com’è stato? Molto più violento in termini di dolore, son passata da zero a 10 nel giro di neppure venti minuti. Molto più veloce. Non vi dico quanto ci sia voluto solo per non farmi invidiare troppo. Vi dico solo che è stato un parto precipitoso: molto intenso ma concentrato temporalmente. Molto più consapevole, passato lo straniamento iniziale. Si perchè appena arrivata non avevo chiaro che sarebbe successo così presto. Ma una volta capito, sapevo cosa fare. La fase delle spinte è stata lenta per il mio primo parto: non sapevo bene che fare e poi ero stanca del travaglio. Questa volta no: non ero stanca e sapevo cosa fare, ero consapevole di me e del mio corpo. E’ stata una sensazione bella, mi ha fatto sentire forte e sicura. E mi sono sentita subito mamma. Per il Pupo mi ci era voluto un attimo a realizzare. Stavolta no. Ero già mamma finita l’ultima spinta.

Partorire i miei due figli è stata l’esperienza più forte che io abbia mai fatto. Nessuno dei due è stato come avevo pensato o immaginato. Eppure, non sarebbero potuti essere che così. Un esplosione fisica e mentale. Un momento che segna un inizio e una fine. Un fuoco d’artificio nel cielo, sparato alto e forte, solo per me.

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13 Comments »

  1. Hai ragione quando dici che più traumatico è e più si tende a raccontare… Io vengo da un cesareo, e a un certo punto mi sono auto censurata perché stavo diventando, ahimè, monotematica. Penso che ogni parto sia di per se un’esperienza sconvolgente, ma è bello leggere racconti di esperienze positive! Il fuoco d’artificio è un’immagine bellissima, Auguri!!!!!

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  2. Che bello questo post!
    Fra 15 settimane abbondanti arriverà il Micronano e io, dopo il parto di Polpetta, che è stato molto bello, sono qui che mi domando se il secondo sarà altrettanto bello.
    Il tuo racconto da speranza, è positivo.
    Ricorda che ogni parto è a sè e che ne siamo protagoniste!

    Liked by 2 people

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