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Portare i bambini: Intervista a Mamma Canguro

Finalmente riesco a pubblicare un’intervista a cui tengo molto: quella a Mamma canguro, alias Serena! Chi sia lo sapete in tante, ma per chi ancora non lo sapesse fate un salto sul suo blog. Se siete interessate a portare i vostri figli, se credete nei benefici del portare, non potete non passare da lei. Sul serio! Io ho letto tantissimo sul suo blog e la devo ringraziare se non arriverò proprio digiuna di tutto alla nascita di Gambalunghino. Se il mio primo rimpianto con il Pupo è stato non usare i lavabili, il secondo e più forte è stato quello di non informarmi sul portare per tempo. Risultato? Avevo sempre un pupetto di pochi mesi ma tanta ciccia sulle braccia. Possibilità di movimento zero. Una portatrice in pectore senza i mezzi necessari insomma!

Logo-Mamma-canguro-portatrice

1) La maternità per te è stata una fonte di cambiamento anche dal punto di vista lavorativo. Questo deve dare qualche speranza alle tante donne che pensano che la maternità chiuda più porte di quanti portoni apra?

La maternità è stata prima di tutto una fonte di cambiamento dal punto di vista personale: nuovi orizzonti che si aprono, priorità che cambiano, nuovi bisogni. Il cambiamento dal punto di vista lavorativo è stato una conseguenza di questo nuovo modo di sentire e di porsi che ha comportato, come tutti i cambiamenti, anche momenti di crisi e di difficoltà. Quello che mi sento di dire è che la maternità ci dà l’opportunità di metterci in discussione e di scoprire talenti e risorse nascosti e sopiti, che certamente ci posso aprire tante strade….sta a noi metterci in cammino.

Foto-Serena-Mamma-canguro-meitai2) Quali ragioni conducono alla scelta del portare? Quali sono state le tue?
Per me è stato amore a prima vista durante la gravidanza. Non avevo mai avuto esperienza diretta e mai visto dalle mie parti portare in fascia: ho conosciuto la fascia grazie ad un’ostetrica. Avevo il termine ad agosto e per il mio compleanno a marzo mi sono fatta regalare una lunga. Sono un’ entusiasta di natura e mi butto a capofitto in quello che faccio e per agosto avevo imparato le prime legature. I fattori che mi hanno fatto avvicinare a questo mondo sono molteplici e, ancor prima che razionali e legati ai benefici, che allora non conoscevo nemmeno, sono legati all’istinto, ad un amore a pelle: sentivo che quello era il modo in cui volevo prendermi cura di mio figlio! Riflettendo, successivamente, su cosa mi abbia avvicinato a questo mondo sono  indubbiamente i vissuti della mia infanzia e il desiderio che un certo tipo di accudimento sia sempre più diffuso.
Quali ragioni conducono alla scelta del portare? Non tutti i genitori arrivano al portare attraverso lo stesso percorso: qualcuno si avvicina perchè ha sentito parlare dei benefici a livello della relazione, qualcuno per i benefici a livello fisico, altri per necessità, altri ancora perchè credono in questo strumento come mezzo di conoscenza reciproca con il neonato. Quello che posso dire, indipendentemente da cosa abbia avvicinato i genitori al portare in fascia, per continuare il percorso e renderlo soddisfacente è quello di farlo proprio e “sentirlo”, viverlo con gioia
3) Come associazione Mamma Canguro e come creatrice di fasce con Nati per portare, hai avuto modo di conoscere tante mamme: quali sono i dubbi e i pregiudizi che ricorrono di più?
Il pregiudizio maggiore resta sempre quello del timore di viziare i bambini: ci portiamo sulle spalle decenni di condizionamenti e liberarcene non è sempre cosi facile’altro dubbio è sulle posizioni da far assumere al bambino e sul rispetto della fisiologia.
Spesso c’è molta insicurezza e le mamme hanno bisogno di una dose di fiducia affinchè possano scoprire,valorizzare e credere nelle  loro competenze

mamma-canguro-fascia-lunga4) Veniamo sul piano pratico: pensa ad una mamma come me, che si affaccia al mondo del portare da poco. Cosa le consigli di fare?
Il consiglio che dò sempre è quello di informarsi, meglio durante la gravidanza. Capire cosa sta dietro al portare i piccoli in fascia, che cosa significa, cosa vuole trasmettere e poi, in un secondo tempo valutarne e benefici e i vari tipi di supporti. Consiglio poi di prendere atto di quelli che sono i requisiti di un buon supporto per orientarsi nella scelta.

5) Ogni mamma deve calibrare i supporti sulle sue esigenze,sulla sua comodità e su quella del proprio bambino. C’è, però, una sorta di “kit” che consiglieresti?
NOn amo molto i kit preconfezionati proprio perchè come dicevo, affinche il portare abbia un senso, ognuno lo deve costruire in base alla prorpia sensibilità e questo vale anche per la scelta del tipo di supporto.  Forse parlerei piuttosto del kit che non consiglerei: marsupi, fasce elastiche scadenti, fasce ad amaca!!!

1 commento »

  1. Non Conoscevo Mamma canguro e ammetto che l’idea della fascia non mi ha mai attirato al pensiero, probabilmente da ingnorante, che facesse male alla schiena.
    Ora che so quanto sia scomodo il passeggino, credo che ci penserei seriamente!
    Il mio dubbio, a parte il male, era come la vestizione, s vestizione, ad esempio entrando e uscendo dai negozi o da luoghi chiusi, considerando che da me l’inverno e freddo e lungo.
    Mi informerò in caso di seconda gravidanza.
    Concordo sulla scomodità del marsupio!!!
    Invece io ho trovato molto comodo lo zaino vero e prorio porta bimbi, dopo i primi mesi, però certo non è pratico come una fascia.
    Ottima intervista, grazie Lucia!

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