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Come riesco a non fare tutto

mamme-lavoratrici-conciliare

foto tratta dal blog cinquanta sfumature di mamma.

Questo post nasce da alcune bozze che avevo in ordine sparso su  wp, da questo post bellissimo di Cose da mamme e dalle domande che tutte noi mamme e soprattutto mamme lavoratrici full time ci sentiamo fare ‘Ma come fai a fare tutto?‘. E porta una dedica: a Piky, che tra tutte le mamme che conosco è l’unica che mi fa pensare “Ma come diavolo fa a far tutto?” e pure con un sorriso! Nel grande mucchio di amiche e conoscenti, infatti, tranne lei, ho una sola conpagna di avventura uguale a me. Stesso lavoro, stesso pendolarismo, stesso numero di figli della stessa età salvo pochi mesi di differenza (si pure lei è incinta), stesso livello di aiuto extra non a pagamento (leggi marito e nonni). Per il resto ho alcune amiche soprattutto mamme,  qualcuna lavoratrice (sigh troppe poche!) con la fortuna di un aiuto extra gratuito (leggi nonni e zii santi subito),  o un part time, o entrambe le cose, o amiche molto lavoratrici ma senza famiglia.  E la domanda di cui sopra mi arriva, giuro, almeno una volta a settimana!
Come faccio a fare tutto? Non ne ho idea. So benissimo, però, come faccio a non fare tutto. In quello sono campionessa mondiale. E nel sopravvivere. Come si fa? È una questione di asticelle e priorità,  credo. Sui miei pavimenti non ci si può mangiare (e comunque abbiamo comprato un bellissimo tavolo a casa nuova, perché devo mangiare per terra?), nella mia rubinetteria non ci si specchia (che tanto non uso troppo manco lo specchio vero per non spaventarmi alla vista delle occhiaie) e la prima volta che ho letto qualcosa del metodo fly lady pensavo fosse uno scherzo (no, dico… c’è scritto di stirare tutti i giorni!  E io per quale motivo ho fatto mettere nello studio un armadio ENORME per la biancheria da stirare!?). Però casa nostra sa di casa, che io una casa vissuta da una famiglia agenda-incasinatain ordine non l’ho mai vista fuori dagli schermi tv!
Non  ho tutto etichettato, ma grossomodo so dove sta qualsiasi cosa in casa, altrimenti che mamma sarei? E se non lo so o non lo trovo, la casa nasconde non ruba, no? Faccio un sacco di liste, mentali e non. Della spesa, dei regali di Natale, delle scadenze, delle telefonate da fare. Provo da anni ad organizzarle in appositi schede. Alla fine quella che funziona di più è la mia mano sinistra, che di sicuro almeno quella non la perdo in giro. Al lavoro lo sanno e capiscono come sto messa da quanto ho coperte le mani. Se sono passata ad appuntare anche sulla destra,  allora è proprio un periodo di merda. Ho un’agenda super organizzata… soprattutto ordinata! Eppure senza non saprei cosa devo fare nei prossimi 30 minuti.Nonostante mi vogliano far credere che non esista, ogni sera faccio una preghierina al Dio del multitasking, giusto per evitare di mettere il figlio in forno, i muffin crudi nella borsa della spesa, far indossare al latte la canottiera e stirare il rapporto in consegna per domani. O mettermi a leggere le istruzioni del purè istantaneo a letto.
La cosa che mi viene meglio di tutto, però, è pensare che non sono una donna, una lavoratrice, una mamma e una moglie tanto male. Faccio tutto impegnandomi al massimo, mi godo i momenti belli e stringo i denti in quelli peggiori. Amo mio figlio incondizionatamente e so che lui lo sa. Anche se sono uscita di casa alla 7 di mattina che dormiva e rientrata dopo 12 ore, con la cena che per fortuna c’è nonna. Mi dimentico magari di chiamare l’estetista, ma mai di un’amica il giorno del suo compleanno.  Ho una scala di priorità che va bene per me (e si, il mio lavoro è piuttosto in alto e non ho intenzione di giustificarmi!) e una soglia per il livello minimo da raggiungere non stellare per ogni cosa. E va bene così. Va bene a me. Oddio… qualche ora di più per dormire o un attimo di respiro in più ogni tanto non guasterebbero, ma non credo utilizzerei il tempo in più per fare meglio: lo useri per dormire! Io non credo che la perfezione renda felici. La perfezione è una pippa mentale che ci fa sentire inadeguate e io, sinceramente, penso di meritarmi di più che sentirmi inadeguata. Io voglio essere felice iniziando dall’accettare la mia vita e il suo caos.
E ora… ma voi come fate a fare tutto?

12 Comments »

  1. Io faccio part time ma non sono messa troppo diversamente: esco dall’ufficio, ritiro Minion e Jedi sfalsati di un’oretta e poi un giorno c’è atletica, un giorno una festa, un altro si passa dai nonni, un altro ancora si fa una spesa d’emergenza… Si rientra giusto per preparare la cena e si spera che papà arrivi in tempo per salutare i bimbi prima che vadano a nanna.
    Anche per me l’agenda è una salvezza e dove non arrivo, lascio. Tipo che sono mesi che vorrei fare una tinta ma non so proprio quando andare. Va beh. Si va per priorità e anche per me il lavoro è in cima alla lista insieme alla famiglia. Mio marito chiuderà un occhio su qualche capello bianco!

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  2. In pratica, faccio come te!
    Anche io ho le mie priorità, tra cui il lavoro, la famiglia (compresa nonna e mamma, a cui telefono almeno un giorno sì e uno no) e la pulizia. Sono fissata per il bucato e il lavaggio dei piatti, mentre posso fregarmene del frigo o dei fornelli non splendenti o del letto sfatto, anche se non a lungo. Ad ognuno le sue fisse!
    E poi corro sempre, metaforicamente e non!
    Vivo in simbiosi con la mia agenda, che è prima di tutto un’agenda professionale, in cui però appunto anche impegni extra, e il tablet, con le sue note, di cui abuso.
    Ero abituata a segnare tutto ed organizzarmi già prima di diventare mamma, perché il mio mestiere e’ fatto di termini di decadenza, prescrizione ecc, scadenze, udienze e date fisse.
    Ora sono arrivata al punto di segnarmi anche quando è opportuno che chiami un’amica, vada dalla parrucchiera (nota scaduta da tre mesi!!!!) o lavi i tappetini del bagno…per dire quanto sono rinco!!
    La situazione è peggiorata da quando l’Alpamarito e’ via per lavoro quasi tutta le settimana, tutte le settimane. Eppure reggo, quasi sempre!
    La mia domanda è solo una: se avessi un secondo figlio?!?? AiuTo!!!

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  3. Io sono la mamma che ‘lavora da casa’ – leggici gratis al momento o non lavoratrice se preferisci ^_^ – ma meglio del nulla in cui ho brancolato fino a ieri; quella senza aiuti che siano nonni o zii (non sono così stronzi, solo non abitiamo vicinissimi e i nonni ancora tutti sotto i 60 indi lavoratori a tempo pieno); quella che sta seguendo un percorso per lavorare – spero retribuita tra non troppo – da casa o costretta a non lavorare affatto (per assenza di supporti materiali e della possibilità di un’occupazione nel raggio di 30km – Heidi vi aiuta a farvi idea – e con dei figli che ancora non sanno provvedere a se stessi perchè piccoli. Non corro verso un ufficio o altra sede lavorativa ma corro tantissimo anche io, seguendo fedelmente un’agenda ogni giorno piena di impegni programmabili e inciampando nei quotidiani imprevisti che rendono la vita sempre frizzante. Come voi ho priorità, fisse, abitudini e svariati animali domestici che richiedono il loro tempo, per cura e igiene. Come tutte ne faccio mille e ne lascio altrettante, ancora non ho imparato a sdoppiarmi 🙂 e mi consola sentire che siamo tutte abili palle da flipper

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  4. io non faccio tutto, anche ora che “lavoro” da casa, ma perché ho insita la mia scaletta priorità personalissima, con una gerarchia che farebbe rabbrividire cenerentola. Cerco di fare tutto quello che è nelle mie capacità, e per fortuna quando non ci arrivo, c’è qualche super nonna o super marito che corrono in soccorso, oppure molto più semplicemente arrivo e mi accontento di quel mio tutto (salvo i momenti di scombussolamento ormonale in cui entro in tilt…vabbe’)

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