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Mamme d’estate

super-mammaLe mamme che lavorano le riconosci i primi di giugno. Fino a quel momento potresti non accorgerti se quella che hai davanti sia o no una mamma lavoratrice anche fuori casa. Perchè arriva trafelata anche lei, perchè corre come una pazza comunque. Ovviamente, nel caso delle MAP (Mamme di un’Altro Pianeta), quelle, per intenderci, che arrivano truccate, vestite, sistemate e – soprattutto- che si fermano fuori della scuola a parlare tra loro mezz’ore sane, questo non vale. Ma io parlo di mamme normali. Le normali mamme che lavorano e che d’estate si vedono di fronte al bisogno di gestire 2-3 mesi di vacanza avendo quando va di grandissimo culo 3 settimane di ferie.

Al problema esistono due parole magiche: campus & nonni.

Campus. Se li conosci li eviti! Trovare la soluzione giusta quando sono piccoli è a dir poco un delirio. Per qualche motivo che non capisco sembra che d’estate, dopo un anno di scuola, che comunque li stanca, durante una stagione che è calda, sembra – dicevo- che la soluzione ideale per chi li organizza sia farli stancare. Tremila sport, tremila attività, lotta ad oltranza contro la noia e un minimo di riposo. Magari hanno ragione loro, ma io non vedo l’utilità che un bambino di 3 anni e mezzo impari a giocare a tennis, per poi passare al nuoto, per poi passare al calcio. Noi quest’anno dopo lunghe ricerche abbiamo trovato una soluzione. Dopo un paio di carpiati doppi. E pensando non più tardi dell’altro ieri di non avere più un campus… tasso di delirio? 10+!

Nonni. I nonni chi ce li ha se li tiene stretti! Io d’estate mia madre non ce l’ho. Evito di spiegarvi perchè per evitarmi a mia volta il travaso di bile che mi piglia, considerando che è il mio aiuto principale. I nonni d’estate fanno gli straordinari. Se non ci sono può essere – come dire- delirante!

Ma torniamo a bomba… le mamme che lavorano si riconosco a maggio- giugno, quando pianificano la sopravvivenza estiva. Mini fenomelogia che vi ho già ammorbato troppo!

La mamma libero professionista: spera nella flessibilità del suo lavoro. Si può portare dietro il figlio, no? Si organizza con il marito, no? Tranne rare eccezione il 15 luglio è già in preda a crisi da “Non gliela posso fare!”. Dal secondo anno non ripete l’errore e a marzo ha già scelto il campus estivo.

La mamma commerciante/artigiana: variante volendo della prima, porta in negozio/ bottega il proprio figlio . Nel caso di bambini molto buoni e articoli non rompibili e con il supporto di una tv, può anche farcela, purchè non sia per tutto il giorno.

La mamma dipendente: la strategia è quella dell’accumulo ferie, recuperi orari, incroci con le ferie del marito ed iniezioni di campus/nonni. Va a finire che lo manda al campus/ dai nonni pure nei giorni che è a casa per riprendersi del super lavoro accumulato per essere libera.

Chi aggiungiamo??? Si attendono suggerimenti!

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4 Comments »

  1. ho scelto il centro estivo anche se potevo sicuramente anche tenermelo a casa lavoro..
    penso che sia fondamentale che i bimbi frequentano centri estivi o campus o piscina…importantissimo.
    ad agosto siamo tutti e tre in ferie e quindi la famiglia si riunisce

    Mi piace

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