Skip to content

Se son brave…

Sulla questione quote rose il dibattito sta giungendo a vette altissime, tipo prima elementare.  Invidio un po’ chi da giudizi a lama tagliente, che servano assolutamente o siano solo una foglia di fico, pure un po’ sbrillentata. Sarà colpa mia che vedo la questione sotto la lente di un grande “dipende”.

image

In generale, le quote di nessun tipo mi piacciono molto. Le vedo limitanti e un po’ ghettizzanti. E foglia di fico quando servono a riempire di nomi scelti da maschi, comunque. Mi da particolarmente fastidio però quando dicono: se  son brave si facciano avanti, si faranno conoscere, e via così discorrendo.  Perché tali affermazioni sottointendono che chi è li dentro ci sia per meriti personali, perché sono i migliori.  Ma pensando a certuni seduti su quelle tribune qualche dubbio mi viene, riguardo alla loro eccellenza.  E poi perché significa o significherebbe che non ci son donne in giro sufficientemente brave. Perché altrimenti, dico, ti pare che piuttosto che metter dentro un Razzi qualsiasi non candidavano loro, le donne brave?
Ecco, le quote non risolveranno probabilmente i problemi delle donne, non ci libereranno da nessun gioco dolce od amaro messo od imposto sulle nostre spalle. Nessuno. Però,  di sicuro, non potranno peggiorare le condizioni del 52% della popolazione che è femminile. Che poi sarebbe da fare un discorso serio su possibilità e risorse, sulla differenza tra hli strumenti a disposizione e le capacità.

Annunci

14 Comments »

  1. Appunto mi sa che il problema e’ proprio che donne e uomini non partono dallo stesso livello di opportunità e strumenti, in ambito politico.
    Un po’ per retaggio culturale, un po’ perché oggettivamente, finché il peso famigliare (e non penso solo ai figli e alla casa, ma anche ai genitori o suoceri anziani da accudire e accompagnare di qua e di la) continuerà a gravare soprattutto sulle spalle delle donne, in aggiunta a quello lavorativo, difficilmente avranno tempo e modo per dedicarsi alla politica.
    Purtroppo, mi pare che come già nell’antica Grecia e nell’Impero romano, la politica sia appannaggio di chi non ha problemi economici e/ famigliari.

    Mi piace

  2. Condivido quanto detto sopra, sia da te che da mammaavvocato.
    vero che la politica a certi livelli è questione per i soliti pochi, e i soliti pochi non è detto certo che siano validi e meritevoli per il semplice fato di essere arrivati fino a lì.
    Detto ciò, le quote rose non piacciono neppure a me.
    sono purtroppo un male necessario,si dice. Per dare un’accelerata ad un percorso di parità che altrimenti in questo paese ci impiegherebbe molto, troppo ad affermarsi.
    Il problema è che serve a poco mettere dentro di diritto una data percentuale di donne in certi ambiti ed ambienti, se comunque non si va a lavorare sulle opportunità che ci stanno dietro, lasciandole invariate e, ahinoi, dispari.
    è come curare il sintomo, ma non la malattia.

    Mi piace

      • ah bè, guarda…se è per questo io e le certezze abitiamo due pianeti diversi!
        senz’altro qualcosa va fatto, per cominciare.
        che se mai si parte, mai si arriva. l’importante poi è camminare nella direzione giusta e non perdere di vista l’obiettivo, che è qualcosa di più ampio e complesso di una percentuale.

        Mi piace

  3. serve un cambio di mentalità generale: se ci fosse l’obbligo di avere anche la rappresentanza femminile i datori di lavoro dovrebbero venire incontro a questa nuova esigenza e a cascata tutti i servizi. Già è difficile conciliare famiglia e lavoro, se ci metti pure la politica … al giorno d’oggi chi può farlo? E poi chiedo alle donne: ma voi votate le donne? questo è un altro problema tutto infra nos!

    Mi piace

    • Però non dobbiamo neanche dimenticare che non esiste nulla di più ingiusto che far parti uguali tra diseguali, come diceva donMilani. Noi donne non fatichiamo a farci riconoscere gli stessi diritti degli uomini e spesso partiamo da una posizione sfavorita.

      Mi piace

  4. Ma se le donne brave non ce la fanno a farsi notare perché troppo prese da altro? tipo, oltre alla propria professione: lavori domestici, figli da seguire, magari anche genitori da seguire, mentre i mariti sono liberi di partecipare alla vita pubblica/politica. Non credo abbiamo pari opportunità, se il modo per superare il gap siano delle quote riservate, credo sia il male minore.

    Mi piace

  5. Diciamo che le quote rosa sono il rimedio per averci lasciato indietro di troppo, ma sono solo un rimedio non la soluzione. In ogni posto, il criterio di scelta dovrebbe essere il merito, uomo o donna non importa.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: