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Il 25 aprile è vivo

Scrivo questo post di corsa e buttato un po’ li. Ma mi sento di doverlo fare.

Il 25 aprile è vivo oggi, domani e sempre. E lo è nonostante i revisionismi a cui è soggetto. Lo è nonostante le tirate per la giacchetta del primo che passata. Lo è perchè tutti noi abbiamo un debito morale verso tutti quei ragazzi di ventanni poco più o poco meno che sono andati a morire sapendo quale era la loro fine. 
E se non lo è, allora è anche colpa nostra. Se non lo è, vuol dire che noi tutti, io per prima, non stiamo resistendo. Perchè, come ha scritto un mio amico oggi, resistere è un verbo come fare, camminare, ascoltare, sognare. E’ un verbo che va avanti, che non si ferma che da il segno di una proseguizione. 
E se anche tanti fatti dell’attualità politica oggi ci fanno disperare, questo non significa che è finito tutto. Non significa che noi non abbiamo il dovere e l’obbligo morale di far risorgere il nostro paese, e con esso i valori e gli ideali di libertà e di giustizia che oggi avremmo dovuto ricordare.
immagine dal web
ps: l’elezione del capo dello stato è andata e sapete come è andata. Come immaginavo (ma non speravo!) il “ora ci vuole una donna” è stata la solita manfrina. Si devono fare nomi e cognomi, non affermazioni di genere, che dire che per ora più di sbattercele in petto non si può fare (se volete leggere le parole sulla festa di oggi di una brava che è anche donna le trovate qui). Sulla rielezione di Napolitano non commento. Prendersela con Napolitano, però, mi pare non voler capire che disastro abbiamo in questo momento. Non  era la scelta che avrei voluto, ma le colpe sappiamo di chi sono. La finisco qui, perchè il mio embolo politico permanente non giova alla mia salute!

3 Comments »

  1. Stiamo vivendo un momento estremamente delicato.
    Su Napolitano la penso come te, vederlo commosso e in qualche modo “martirizzato” dalle incapacità dei politici me lo ha reso decisamente più gradito e vicino di quanto lo abbia mai sentito.
    Sulla Boldrini, è stata una scelta felicissima e ogni giorno con il suo modo di fare e la sua correttezza, lo conferma.
    Sul 25 aprile, è e deve rimanere una festa di liberazione: nella mia famiglia, composta da antifascisti (suocero partigiano compreso), non potrebbe essere diversamente, e non sarà l'esagitato di turno a farmi cambiare idea. 🙂

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