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50 sfumature di no

Ormai ci siamo dentro con tutte le scarpe. E’ iniziato un po’ in sordina, ma ormai il periodo dei no si è stazionato in modo permanente e pesante in casa nostra. Sapevo che sarebbe arrivato e so che passerà (?) così come passano le poppate ogni tre ore anche di notte e il lancio dell’oggetto dal seggiolone. Quello a cui – sinceramente- non ero affatto preparata è che non tutti i no sono uguali! O almeno: il Patato conosce almeno una cinquantina di diverse sfumature.
Il no a cui ero preparata è il NOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! seguito da strepiti, urli, volendo calci rotanti, sbattimenti di pugni e simili. Insomma il repertorio del super capriccio. Ecco: questo – incredibile!!- lo so gestire diciamo in modo sufficiente. Certo: si potrebbe fare anche meglio, ma per ora mi sembra che possa andare. 
I due no che, invece, sopporto meno e su cui devo ancora fare i compiti a casa sono il nnnnnno! e il nò! Il primo è riservato a domande che dovrebbero – a rigor di logica bambinesca- essere si. “Amore lo vuoi un biscottino?” Nnnnno! E allunga la mano per prenderlo. “Patato giochiamo con le costruzioni?” Nnnnno! E scaraventa per terra tutto il secchio. “Matteo vuoi ancora bebè?” Nnnnnno! E come porto via il bicchiere mi rincorre al grido di “Angoe! Angoe!”. Ma allora perchè diamene non rispondi di si? E proprio non mi vuoi dare sta soddisfazione? L’altro no, che ad un orecchio inesperto potrebbe sembrare simile a quello appena descritto, è dedicato ad una sola fatidica domanda: “More devi fare pipì?” Nò!. Indovinate? Dopo massimo – e dico massimo- 7 minuti si mette a strillare tenendosi il pipino: “Mamma pipì!!!” E via di corsa al bagno prima che se la faccia sotto. Ora, se due minuti fa mi hai detto di no, com’è che ora la tua povera vescichetta esplode? Ormai non mi frega più e quando mi risponde con quel tono viene messo di forza sulla papera/riduttore che tanto in due secondi la fa, anche se con un po’ di opposizione. 
Poi ce ne sono altri. Quello di testa e con tanta coda quando un bambino prova a prendergli un gioco o giocare con qualcosa non come dice lui in quel momento. Quello piannucoloso e di pancia di quando è ora di dormire, ha sonno ma vorrebbe ancora restare a giocare con papà. O quello con la faccia arrabbiata di quando ce l’ha con me ed io gli domando lo stesso: “Quanto bene mi vuoi?”. Quello un po’ stronzetto e rabbioso con cui caccia il papà che amorevolmente lo va a svegliare (solo mamma di prima mattina!). O quello di quando mi intigno a chiedergli “Come ti chiami?” mmmnnmmmò, invece di un misero Teo, almeno! 
Sapevo che sarebbe arrivata, speriamo passi velocemente. Perchè è vero che ormai sono quasi un maestro Jedi, ma il problema è che ci son arrivata non perchè la forza è con me, ma a causa della sua progressiva assenza e scomparsa! Come dire… forse più che allo stato zen sto approdando solo a quellozzzzzzzzzzzzz per la carenza di sonno, e mi ci mancano solo i “no” che dovrebbero essere “si” per finirmi!!!
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16 Comments »

  1. post troppo bello!
    mia piena comprensione, come saprai dal mio blog, anche noi siamo nel pieno di questa piacevolissima fase. hai descritto benissimo il nnnnnnnnno, anche Mya stessa modalità quando dovrebbe dire sì. se ti rincuora ti assicuro che inizialmente tutti quei finti no potrebbero darti sui nervi (o almeno a me davano mooolto sui nervi)ma piano piano non li consideri più tanto sai già cosa devi fare e come già fai, riconosci i veri no da qualli finti. dai che non sei sola 🙂

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  2. Che dire…Checco ha tre anni e 4 mesi e la fase dei NO è ancora all'apice. Solo che, essendo abile affabulatore, ora a volte lo condisce con “non è il momento” oppure “adesso devo lavorare”. Oppure se è arrabbiato usa un'espressione di sua invenzione: NO! NEANCHE! NO!
    Fabio ha 18 mesi, e sta imparando velocissimamente dal fratello…

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  3. La fase del no, ai miei figli non è durata molto, da piccoli. Diciamo che, crescendo, è tornata ed ora in pre e adolescenza è la parola più ripetuta in assoluto.
    Che dire? Così è la vita, quel che non sconti prima, lo sconti poi! 🙂

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  4. ah, si fanno forti con i mezzi che hanno! un bel no alla mamma non si nega mai, e più la mamma si impunta più è divertente continuare!
    noi ne siamo usciti da qualche tempo, ma è stato un incubo durato un paio d'anni almeno.
    E il no per la pipì è un classico ancora ora… saltella e si dimena come un matto per non andare in bagno ma se gli chiedi se gli scappa ti dice “NO!”

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  5. Dede è stato da manuale: a 20 mesi ci è entrato e a 3 anni ne è uscito, senza colpo ferire. Santo bimbo!
    Marco è tutt'altra cosa… ha iniziato praticamente da quando è nato e non siamo ancora nemmeno lontanamente in vista della luce…. :)))

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  6. Io sono ancora nella fase del “mammma!”, unica parola che sa pronunciare, che usa per tutto ma che quando serve, la usa con mooolto senno.
    Perciò non ho consigli preziosi da darti… ma mi segno il libro che hai messo in questo post.. così non mi faccio trovare impreparata!
    🙂

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