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Crescere o pensare?

In questi giorni di caldo e afa sto facendo tre cose: lavoro e sistemo casa per portarmi avanti (settimana prossima settimana di vacanza all’albergo “Da nonna”!) e con il pelatino ci facciamo delle gran girate in bicicletta. Si, di pomeriggio e con questo sole. La verità è che a casa nostra è troppo caldo, così cerchiamo rifugio dalla nonna. Ci posso arrivare in macchina, ma lasciata sotto il sole è improponibile entrarci e poi mi sembra di far già abbastanza chilometri ogni giorno. A piedi con il passeggino è comunque caldo per me e più caldo per lui. In bici almeno finchè pedalo si sta bene e Matteo si becca un po’ di aria extra. E a lui piace da morire!
Giriamo in bici, dicevo, e girando non posso non vedere lo spettacolo desolante di un territorio massacrato dalla smania di costruire case che nessuno vuole. E i casi in cui la casa sta su finita sono i migliori! Andando in giro è pieno di case mezze iniziate o mezze finite, vuote e abbandonate, perchè la crisi dell’edilizia qui da noi s’è sentita forte, ma prima era un fiorire di cantiere, perchè si sa: il mattone è sempre il mattone. E mi prende una botta di tristezza enorme, pensando che li dove hanno messo quel cantiere c’era un campo agricolo fino a qualche anno fa. C’erano i girasoli o forse la medica, andava bene pure invaso dai papaveri… e scempio dopo scempio mi chiedo se mai capiremo che così non si può continuare. In questi giorni non si fa altro che parlare di crescita. Dobbiamo crescere, c’è bisogno di misure per la crescita… ma quand’è che sviluppiamo? Noi mamme ci preuccuperemo se i nostri figli continuassero a crescere senza sviluppare mai, no? Lo sviluppo è parte fondamentale della vita, ma a quanto pare non nel mondo economico. Che non ci sia abbastanza ambiente ed equità pare non fregare a nessuno. Quest’anno c’è stato Rio +20: chi lo sapeva tra i non addetti ai lavori? Quanti tg ne hanno parlato? S’è capito che è stato un fallimento per l’umanità e per la classe politica mondiale attuale? Sarà che in questi giorni ho a che fare con un lavoro sullo sviluppo sostenibile, sarà che vedo la pochezza dei tecnici con cui mi confronto, sarà che…. non so…. mi sembra che stiamo decidendo di mangiare l’uovo oggi invece di tenere la gallina per domani… solo che la gallina non è la nostra: ci stiamo facendo in padella l’eredità dei nostri figli! 
E dopo questa botta di ottimismo… buona giornata!
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7 Comments »

  1. Ciao vengo dal blog di Mamampiky. Anche io vado in bici con il nano ed il suo caschetto nuovo di zecca alla pensione “da nonna” che possiede l'aria condizionata e ci fa fare un sacco di cose divertenti e mi sono trovata a pensare, girando per la mia città ad un altro tipo di crisi. Ho notato quanti negozi stanno chiudendo nella mia città. Una quantità spaventosa. Ma che razza di politiche facciamo per l'ambiente, per il commercio, per un vivere migliore? Il mio ufficio si occupa di pianificazione strategica e mi prende un magone se penso che la nostra generazione sconta gli errori della precedente e quella futura sconterà i nostri più quelli di quelle passate. Ognuno può qualcosa nel proprio piccolo, ma non basta. Mi sembra che non basta mai.
    Della serie iniezioni di fiducia nel domani.
    Raffaella

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  2. Oh come hai ragione.
    Ma quanta ragione, proprio!
    Purtroppo credo che politici ed economisti usino “crescita” e “sviluppo” come sinonimi, quando è evidente che non lo sono.

    Per questo dico che dovrebbero governare le donne!

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  3. parole sante… io non ne posso più di vedere le campagne distrutte da villette sempre nuove (e sempre meno esteticamente gradevoli e inserite nel paesaggio)… io sono per piani edilizi a metri cubi 0: se vuoi costruire devi aver prima abbattuto un edificio equivalente, come volumetria, o ancora meglio averlo ristrutturato… l'edilizia funzionerebbe lo stesso, se si puntasse su quello… considerando che ristrutturazione può significare anche riqualificazione energetica e quindi cappotti, isolanti, interventi sugli infissi… a Firenze l'hanno fatto, ma ormai c'era poca campagna da salvare… se lo facessero anche i piccoli comuni…

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  4. Che aggiungere alla dua nota desolata? Già, chi ne ha parlato di Rio? C'è una crisi spaventosa che prima di tutto è la crisi di un modello economico che va totalmente ripensato e che metta al centro l'uomo, la società, l'ambiente, depotenzi la finanza e guardi seriamente al futuro. Lo so, utopia…

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